È la bella stagione, state visitando Monaco di Baviera, avete ammirato le guglie del Frauenkirche e passeggiato tra i colori e i profumi del vivace Viktualienmarkt, e vi è venuta voglia di bere qualcosa di rinfrescante. È il momento giusto per farsi convincere dall’idea di una gita fuori porta, meglio se in bicicletta (ma ci arriva anche la S-Bahn) verso la tranquilla Deisenhofen, un distretto di Oberhaching a sud della città.

 

Qui non potrete non fermarvi al Kugler Alm, che non è solo un caratteristico Biergarten ma un luogo intriso di storia e, a quanto pare, la culla di una bevanda tanto semplice quanto iconica dell’estate bavarese: il Radler. Già, “il” Radler, e non “la” Radler come ormai già in molti la chiamano in Italia.

 

Per chi invece non lo conoscesse ancora, il Radler è una bevanda dissetante dal moderato tenore alcolico, ottenuta dalla semplice unione di birra e limonata. Un connubio che, soprattutto nelle calde giornate estive, si rivela sorprendentemente piacevole, anche per chi non è un grande appassionato del tradizionale sapore amaro della birra.

Ma prima di portare il boccale alla bocca, scopriamo di più sul suo nome, che in tedesco significa “ciclista” ed evoca una storia curiosa da raccontare.

 

Un sorso di storia: dalla necessità all’icona

La storia più popolare sull’origine del Radler porta proprio alla Kugler Alm, più o meno nel settembre del 1922. Si narra che l’oste Franz Xaver Kugler avesse saputo intercettare la crescente passione per la bicicletta degli abitanti di Monaco, realizzando una pista ciclabile che dalla città conduceva al suo locale e offrendo loro tutto il necessario per rifocillarsi. Ma un bel sabato di quell’estate, un’orda di addirittura 13.000 ciclisti invase la Kugler Alm, mettendone a dura prova le scorte di birra. E così fu che l’ingegnoso Kugler ebbe l’idea di allungare la birra scura (allora più diffusa in Baviera) con la limonata, creando una bevanda più leggera e rinfrescante. Per giustificare questa “innovazione”, la presentò come una bibita pensata appositamente per i ciclisti, per permettere loro di tornare a casa in sella in tutta sicurezza. E così era nato il “Radlermaß“, il boccale del ciclista.

 

Tuttavia, come spesso accade con le storie più affascinanti, la verità potrebbe essere un po’ più sfumata. Già nel 1912 infatti, la scrittrice Lena Christ, nella sua autobiografia ambientata intorno al 1900 presso la Floriansmühle a Freimann, un’altra zona di Monaco molto apprezzata per il divertimento all’aperto e i bagni estivi, menziona il “Radler-Maß” come una bevanda già apprezzata dai ciclisti dell’epoca.

 

In ogni caso, l’abitudine di mescolare birra e limonata non è certo un’eresia, nemmeno per i cultori della tradizione della birra come sono i bavaresi, e anche se i gusti sono cambiati e dalla birra scura si è passati a quella chiara, il Radler è oggi popolare come non mai nell’oltre suo secolo di storia.

 

Un piacere estivo, dalla Baviera all’Italia

Oggi il Radler è una presenza fissa nei tipici Biergarten bavaresi, compagno ideale delle calde giornate estive e dei momenti di convivialità tra amici. La sua leggerezza lo rende perfetto per accompagnare un Bayerische Breze IGP (il tipico pane bavarese a forma di nodo), una Bayrischer Kartoffelsalat o una bella grigliata in compagnia. Ma se tutti sono d’accordo sul suo essere la bevanda dell’estate, è sulla sua preparazione che esiste un acceso dibattito tra gli esperti bavaresi.

 

Questione di gusti (e di fisica!): come servire il Radler perfetto

Già, se il Radler è birra e limonata, cosa versare prima nel boccale? I sostenitori del prima la limonata, poi la birra dicono che questo metodo è preferibile per limitare la formazione di schiuma e velocizzare la preparazione, anche davanti alle obiezioni di chi sostiene che la birra, avendo un peso specifico inferiore, tenda a rimanere in superficie, compromettendo l’omogeneità della miscela; questi sono i sostenitori del prima la birra, poi la limonata, una tecnica che richiede una maggiore lentezza nel versamento per evitare un’eccessiva schiuma, ma garantisce una migliore omogeneità, poiché la limonata, più pesante, scende e si mescola naturalmente con la birra ( e alcuni osti aggiungono anche un ultimo tocco di birra per creare una bella corona di schiuma). Come che sia, tutti sono d’accordo sul fatto che il bicchiere sia freddo, meglio ancora se passato sotto la doccetta per bicchieri o al getto d’acqua freddo di casa.

 

E le proporzioni? Le più comuni prevedono un 60% di birra e un 40% di limonata, ma non è raro trovare locali che offrono un rapporto 50/50, a seconda dei gusti e del tipo di birra utilizzata.

 

Il successo del Radler in Italia

Il Radler, o “Radfahrerliter” (litro per ciclisti) come viene spesso chiamato nei lander settentrionali, rimase fino agli anni Novanta del secolo scorso confinato dentro i confini della Germania, perché per la legge sulla tassa sulla birra, solo l’oste poteva mescolare birra e limonata ed era vietata la produzione di bevande miste a base di birra già pronte.

 

Ma caduta questa restrizione, il Radler già pronto varcò le Alpi e i nostri confini, dapprima in Alto Adige e poi in tutto lo stivale, diffondendosi sempre più per il suo gusto equilibrato, che smorza la nota amara della birra con la freschezza agrumata della limonata in una bevanda non eccessivamente alcolica.

 

Quindi, che siate in sella a una bicicletta lungo le strade bavaresi o semplicemente alla ricerca di un sorso di freschezza che sappia di convivialità e tradizione bavarese, il Radler è qualcosa che va oltre la semplice birra. Un assaggio di Baviera che potete preparare con dell’ottima birra bavarese o acquistare già pronto al supermercato