Quando pensi alla Baviera, probabilmente o sicuramente la prima cosa che ti viene in mente non è il riesling. Magari un boccale di birra fresca e i Biergarten, magari, magari la Weisswurst o il Leberkäse. Ma il vino bavarese non è certo così noto come l’Oktoberfest. E però tutte le convinzioni esistono per ricredersi, e così anche quella dei vini di Baviera, dai predominanti bianchi ai (pochi) rossi e ai particolari rosé.
Perché la cultura della viticoltura e del vino in Baviera ha una storia ricchissima, lunga oltre 1500 anni, e che continua a prosperare oggi più che mai, con un vero revival del vino.
Probabilmente furono i Romani a portare le viti al di là delle Alpi, soprattutto per dare sostegno e morale ai legionari. Con il crollo dell’Impero romano d’occidente furono i monaci e gli ordini religiosi a tramandare la cultura del vino in Baviera e plasmare per secoli i vigneti. Alcune cantine storiche ancora attive, ne sono la testimonianza vivente. E perfino la nobiltà fu un fattore decisivo nello sviluppo del vino bavarese: basti pensare che fu la casata nobiliare dei Castell ad acquistare le prime barbatelle di Silvaner nel 1659, piantando i semi di quello che sarebbe diventato un pilastro della viticoltura locale, o che i duchi di Wittelsbach si facevano consegnare migliaia di litri di Baierwein ogni anno!
Ma quando la Guerra dei Trent’Anni si abbatté sull’Europa centrale tra il 1618 e il 1648, ben pochi vigneti sopravvissero, e con essi scomparve anche un’intera cultura del vino. Sostituita guarda caso da quella della birra, più economica da produrre e anche meno soggetta alle variazioni del clima. Tanto che ancora a inizio Novecento i vitigni e la produzione di vino erano pressoché nulli.
Eppure, la passione e la dedizione dei vignaioli hanno permesso a questa tradizione di sopravvivere e prosperare, restituendo i vini bavaresi oggi alla scoperta degli intenditori.
I vitigni della Baviera
Oggi, il panorama dei vitigni bavaresi è sorprendentemente vario, con un dominio schiacciante dei vini bianchi, che costituiscono circa l’88% della produzione. Il vitigno più coltivato è il Müller-Thurgau, che da solo ne rappresenta il 64%. Ma accanto a lui troverai anche il Silvaner, il Bacchus, il già citato Riesling e il Weißer Elbling, un vitigno tradizionale molto resistente chiamato anche Hierländer e ora tornato a farsi notare dopo un lungo periodo di oblio. Non mancano anche antiche varietà “esotiche” della Franconia come l’Adelfränkisch o il Weißer Heunisch.
Ma non si vive di soli bianchi: i vini rossi, pur costituendo una minoranza, stanno vivendo una vera e propria rinascita. Vitigni come il Dornfelder, il Domina e il Regent sono al centro di una produzione in crescita che sta guadagnando il riconoscimento internazionale.
La cosa più interessante per gli appassionati è però che i vini bavaresi sono versatili, si adattano ai gusti più diversi, sono animati da vitalità e sperimentazioni moderne e strizzano sempre più l’occhio al giusto equilibrio tra biodiversità e innovazione.
In particolare d’estate, quando le temperature si alzano e la voglia di un buon bicchiere di vino leggero e fresco si fa sentire, la Baviera ha molto da offrire. Non è solo una questione di vino bianco: anche i rossi, serviti a una temperatura più bassa (tra i 12 e i 16 gradi), possono diventare la scelta perfetta per una serata. Un Riesling con le sue note di pesca e agrumi, un Silvaner con i suoi sentori di mela cotogna o un Rosé fresco e fruttato sono solo alcune delle delizie che ti aspettano.
Per non parlare di un Secco, la versione locale del vino frizzante, ideale come aperitivo. Anche le cuvée di vini rossi più fruttate sono perfette per un pasto leggero o una grigliata.
Se vuoi scoprire quali sono i vini estivi più adatti ai tuoi gusti, ti consigliamo di dare un’occhiata anche a questo articolo con freschi suggerimenti per le serate estive.
Le regioni del vino in Baviera
Quando si parla di vini bavaresi, il pensiero corre subito alla Franconia, ma esistono anche altre aree meno note ma altrettanto affascinanti. Un esempio è appunto il Baierwein, il vino coltivato nella Baviera meridionale, un’area vinicola storica che un tempo si estendeva lungo il Danubio e che oggi è concentrata principalmente intorno a Regensburg. Un tempo ricoperta da estesi vigneti, questa regione è oggi la più piccola della Baviera, con una produzione di nicchia portata avanti con passione da viticoltori a tempo parziale e hobbisti.
L’area, denominata “Regensburger Landwein”, si estende per pochi ettari in comuni come Bach an der Donau e Wörth an der Donau, ma conserva intatta la sua tradizione millenaria, testimoniata persino dal Museo del Baierwein. Anche se in passato si coltivava il poco gustoso Weißer Elbling, oggi la produzione si è convertita in gran parte al Müller-Thurgau, che qui trova un terreno fertile.
Un’altra gemma nascosta è la regione vinicola del Lago di Costanza. I suoi vigneti, tra i più alti e meridionali della Germania, godono di un microclima unico, quasi mediterraneo, grazie all’influenza mitigatrice della massa d’acqua del lago. Qui prosperano vitigni come il Pinot Nero (Spätburgunder) e il Pinot Grigio (Grauburgunder), che danno vita a vini eleganti, vivaci e fruttati, perfetti per l’estate. È un’esperienza da non perdere, che ti darà l’opportunità di unire una vacanza sul lago alla scoperta di vini eccezionali. Per approfondire la storia e la passione per la viticoltura del Lago di Costanza, ti suggerisco di leggere qui.
Insomma, di tanto in tanto possiamo anche posare i boccali e levare in alto i calici, brindando con uno degli ottimi vini della Baviera.